La Griner detenuta nella Capitale, il Cremlino vuole la liberazione di Bout
Le manette ben visibili ai polsi, indosso una maglietta raffigurante Jimi Hendrix, il volto tirato, visibilmente dimagrita, mentre una guardia di sicurezza la porta verso l'aula di tribunale. Così Brittney Griner, star del basket americano, è stata mostrata al pubblico dopo mesi di detenzione in Russia nel giorno del processo a suo carico per spaccio di stupefacenti.
La 31enne americana, due volte medaglia d'oro olimpica e campionessa Wnba, la lega professionistica americana, è in carcere da febbraio, quando durante una perquisizione all'aeroporto Sheremetyevo di Mosca, è stata trovata in possesso di alcune cartucce per un vaporizzatore con olio di hashish. La Griner avrebbe dovuto giocare per qualche mese nell'Ekaterinburg, squadra della massima divisione russa, sfruttando la sosta del campionato americano.
L'arresto della cestista infatti è diventato un caso politico tra Stati Uniti e Russia. L'atleta è finita in carcere proprio pochi giorni prima che Putin inviasse le sue truppe in Ucraina, invadendo il Paese vicino e sfidando tutto il mondo occidentale che lo aveva diffidato, dando vita a un conflitto che sembra non avere fine.
Secondo autorevoli fonti americane, il prolungamento della detenzione della Griner sarebbe un pretesto russo per fare pressioni sugli Stati Uniti e invocare uno scambio di prigionieri. E non uno a caso. Mosca vorrebbe infatti la liberazione di Viktor Bout, cittadino russo condannato negli Stati Uniti a 25 anni di carcere per traffico internazionale di armi, con un processo che, manco a dirlo, la Russia considera mosso solamente da motivi politici.
Una situazione complicatissima e tutta in divenire che mette a grave rischio il futuro immediato della cestista, anche considerato che secondo le previsioni degli stessi legali che la assistono, il verdetto di condanna a suo carico è praticamente certo, peraltro al termine di un processo che non durerà meno di due mesi. Una convinzione avvalorata dai fatti: secondo gli ultimi dati, meno dell'1 per cento degli imputati nei processi penali in Russia viene infatti assolto.