Le accuse del premier dopo la manifestazione degli oppositori vestiti di nero
L'uomo politico che aveva proposto di allevare un migliaio di tartarughe carnivore, per ripulire il Gange dai cadaveri, ne ha combinata un'altra. Solo che, in quanto premier dell'India, le parole pronunciate da Narendra Modi hanno un peso, e degli effetti nefasti. Dal 5 agosto, infatti, l'India è in preda a una crisi di nervi, peggiorata dopo l'ennesima «uscita» del capo del governo.
Per scacciare le paure reali di milioni di indiani, legate alla crescente inflazione e alla disoccupazione, Modi ha messo in circolo un'altra paura: quella portata in dote dalla magia nera, ancora diffusa nel Paese. Racconti che vanno dal bizzarro all'incredibile che però fanno presa sulle persone, anche se narrano di guarigioni miracolose, rituali occulti, trasformazione di uomini in animali.
Pur senza citarli, il premier, ha duramente criticato gli esponenti del partito di opposizione che hanno manifestato contro l'aumento dei prezzi del riso. «Qualcuno sta cercando di diffondere la magia nera», ha ripetuto Modi. «Queste persone pensano che indossando abiti neri possano nascondere la loro insignificanza, non capiscono che la stregoneria, la magia nera e la superstizione non aiutano a riconquistare il consenso».
Il presidente del Partito del Congresso aveva già subito un affronto: l'ED, l'Agenzia del Fisco indiana, ha fatto irruzione negli uffici della sezione giovanile del movimento e posto i sigilli con centinaia di poliziotti che circondavano il suo quartier generale e la residenza di Sonia Gandhi. «Ci accusano di frodi fiscali», ha spiegato Gandhi, «ma è un pretesto».