L’Europa si spacca sull’auto, scontro su diesel e benzina: «No a paletti rigidi nel 2035»

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L’Europa si spacca sull’auto, scontro su diesel e benzina: «No a paletti rigidi nel 2035»
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BRUXELLES Il Parlamento europeo si spacca e la “maggioranza Ursula” rischia di andare a sbattere sullo stop totale ai motori a benzina e diesel a partire dal 2035. Oggi gli eurodeputati...

a partire dal 2035. Oggi gli eurodeputati saranno chiamati a votare su otto dei dodici provvedimenti contenuti nel “Fit for 55”, il maxi-pacchetto sul clima con cui l’Ue vuole ridurre del 55% le emissioni di Co2 entro il 2030 : tra questi anche la proposta, su cui centrodestra e centrosinistra andranno alla conta, di vietare la vendita di automobili e furgoni a benzina e diesel tra poco più di 10 anni per lasciare spazio a una flotta elettrica che sia al 100% a emissioni zero.

Un risultato di misura che adesso il centrodestra vuole rimettere in discussione in plenaria, con un emendamento presentato dal Partito popolare europeo su cui potrebbero convergere anche le altre forze conservatrici, dove si collocano invece Fratelli d’Italia e Lega. «Mezzo milione di persone rischiano di perdere il lavoro.

«Un pasticcio - l’ha liquidata nel dibattito il vicepresidente esecutivo della Commissione e capo del Green deal, Frans Timmermans - L’industria automobilistica vuole chiarezza e prevedibilità, non bisogna rendere le cose più difficili». «Siamo contro l’approccio ideologico: sulle tecnologie devono essere ingegneri, mercato e consumatori a decidere», ha sottolineato il capogruppo Ppe Manfred Weber. Parole che riecheggiano l’appello di varie sigle dell’automotive, convinte che l’Europa debba adottare il principio della neutralità tecnologica, senza mettere al bando i motori termici, ma aprendo, accanto alla mobilità elettrica, anche ai carburanti alternativi come il biometano e gli e-fuel.

L’Eurocamera intanto tira dritto per la sua strada e frena la stretta preparata dalla Commissione sulle caldaie e, più in generale, sulle emissioni inquinanti generate da trasporti e riscaldamento privati: il compromesso che vuole escludere i cittadini e limitare alle sole attività commerciali la creazione di un Ets II, uno schema parallelo a quello già esistente ma dedicato ai consumi dei cittadini, passerà a larga maggioranza.

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