In Kenya è il momento delle elezioni, ma la democrazia del paese ha bisogno di qualcosa di più, scrive l'analista Nanjala Nyabola.
Il seggio elettorale della scuola elementare di Gatina durante le elezioni generali del Kenya a Kawangware, Nairobi, o9 agosto 2022.Ogni cinque anni le redazioni dei giornali stranieri si ricordano che esiste il Kenya. Va bene, forse esagero e non rendo onore al favoloso lavoro svolto dagli atleti per tenere alto il nome del loro paese in ogni città che osa ospitare una maratona internazionale.
Ma è una tragedia per il popolo. La democrazia viene ridotta all’atto del voto, si toglie significato al suo ruolo di duro e paziente lavoro per costruire società che siano pensate per le persone che vivono al loro interno.
Queste elezioni non sono interessanti, ed è intellettualmente disonesto aspettarsi che ci sforzeremo di far finta che lo siano Seguire il modello dello scontro tra titani è una deviazione noiosa dal vero lavoro della democrazia. Siamo annoiati. Siamo in questa situazione da almeno trent’anni. Trent’anni trascorsi a guardare lo stesso cast di personaggi girare l’uno intorno all’altro, promettendo il mondo e portando il caos.