L’Ermitage di San Pietroburgo si riprende le opere prestate a Palazzo Reale e Gallerie d’Italia | AndreaDispenza RussiaUkraineCrisis
«La bellezza salverà il mondo» , magari lo farà mentre è costretta a tornarsene a casa. Così deve accadere, infatti, come da volontà del ministro della Cultura russo, per le opere d’arte di casa a San Pietroburgo e prestate a Milano e al resto del mondo.
Le conseguenze di un drammatico periodo storico che ricadono sulla cultura riguardano Milano, ma non solo. La Fondazione Fendi di Roma dovrà infatti restituire unadi Pablo Picasso, finora mai esposta in Italia.
«Dispiace molto che le relazioni culturali tra i nostri Paesi siano crollate in un tale “buio”. Se ne può uscire solo se conserviamo l’atmosfera di buona volontà e benevolenza. Ripetiamo sempre che i ponti della cultura si fanno saltare in aria per ultimi. Ora è venuto il tempo di proteggerli. È cercheremo di mostrare come si fa.
E se è vero che anche dalla Russia le opere di altri Paesi devono fare ritorno a casa, sarà forse per questo motivo che da poche settimane sono rientrati a Milano da Mosca i 26 capolavori della collezione Mattioli, dichiarata “indivisibile e insostituibile” dallo Stato italiano nel 1973.
fino allo scorso gennaio sono ora in comodato gratuito al museo del Novecento. Anche queste hanno viaggiato in camion per poter essere preservate al meglio lungo il tragitto, per essere mantenute costantemente in una condizione ideale, per non volerle rovinare considerato il loro inestimabile valore. Almeno su questo siamo tutti d’accordo.