Gli attivisti che si sono incollati a una scultura di Boccioni sono pochi, mosci e ben poco originali. Ma la cosa più grave forse è un'altra. Di Antonio Gurrado
Dalla protesta dei quattro ambientalisti che si sono incollati a una scultura di Boccioni al Museo del Novecento di Milano, per sensibilizzare sull’apocalisse climatica, si possono dedurre alcune cosette. La prima è che sono pochi: erano quattro, letteralmente quattro, un po’ meno dei loro compari che immortalavano la scena per il web e molti meno dei visitatori del museo che hanno beatamente continuato il proprio giro senza scomporsi.
il loro proclama era un vaniloquio che non solo mescolava benzina e lavoratori dello spettacolo, welfare e acqua pubblica, ma lo faceva in un unico pastone mandato a memoria, monocorde e cantilenato, ma per copiarla ci hanno messo un mese intero.
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