Per il numero uno di Confindustria ora «si deve riscrivere il Pnrr e allungarlo temporalmente» oltre che «spostare gli obiettivi della transizione ecologica».
«L’Italia stava già rallentando, prima della guerra, così come il problema energetico era già presente. Il conflitto ha accentuato la crisi energetica, fattore che mette più a rischio la ripresa, che è fondamentale per rispondere a debito pubblico emergenziale che questo Paese ha contratto».
indicando che «la contrazione è dovuta al caro-energia e al rincaro delle altre commodity che comprimono i margini delle imprese e, in diversi casi, stanno rendendo non più conveniente produrre».In quest’ottica, ha aggiunto Bonomi, la nuova situazione creata con il conflitto in Ucraina e il balzo dei prezzi dell’energia impone di «riscrivere il Pnrr e allungarlo temporalmente» oltre che «spostare gli obiettivi della transizione ecologica».